Chi sceglie?
Chi dunque sei, tu, che leggi esploratore questi versi, pronto a deciderne gogna o altare?
Spunti e appunti LetterariamentePop
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Chi dunque sei, tu, che leggi esploratore questi versi, pronto a deciderne gogna o altare?
Una sola richiesta: “Giochiamo papà, non barattiamo ricordi preziosi con pensieri da grandi, vuoti e noiosi.”
Cosa hanno in comune il detto “saper far legne”, il palo della cuccagna e Alda Merini? Il rispetto per la natura e per i suoi infiniti doni.
Le parole alle volte vivono di vita propria. Ma dove vivono di preciso le parole? Scopriamo insieme a Montale e alla sua poesia “Le parole”.
ll sole è essenziale per tutto, anche per l’ispirazione. Ecco una poesia del poeta veneziano Camillo Nalin che ne è la prova!
Nei miei ricordi le battaglie tra Sayan sono solo uno spazio tra la parola “amicizia” e la parola “lealtà”.
Parte del Tutto senza cui non c’è Niente. Donne: uniche braccia da cui farsi accudire con semplice, innato, gratuito, puro, Amore.
Ascoltando la canzone di Rose Villain a me è venuto in mente il futurismo, la voglia di rompere gli schemi, l’intenzione di fare arte con innovazione.
Da dove deriva il modo di dire “umore nero”? Scopriamolo insieme a Giuseppe Ungaretti e alla sua poesia “Natale”.
Parole sfuggite tra le pieghe delle lenzuola quando ieri in dormiveglia il mondo si offuscava, inconsapevole preda dei futuri sogni in attesa
Fuoco: incantatore di sguardi perduti viventi in un presente di novelle paure.
El całigo coverse tuto,
magna el mondo
e ne assa smarrii
fin nel profondo.
Silente conosceva Eugenio Montale? La poesia “Cigola la carrucola” sembra descrivere lo strumento più magico del mondo di Harry Potter.
Ma le canzoni di Sanremo sono davvero trite e ritrite? Sono davvero tutte uguali? Umberto, salvaci tu con le tue poesie!
Cosa c’entrano i carciofi, la guerra, la pace, Maria e il premio Nobel per la letteratura Pablo Neruda?
Cocołe. Sshh. Fa siłensio. El fogher ne varda, qua streti, abrazai, picołi, picołi, quasi schizai.
È lo scoprire che altri
prima di te
han patito
ciò che tu stai patendo ora.
Troppo spesso si vive un’intera vita aspettando, imprigionati nell’attesa dell’attesa stessa. Ma…aspettando cosa?
Ti auguro sorrisi
accesi come candele
mangia fumo,
mangia lacrime,
mangia tristezza,
mangia amarezza.