Madonna della Salute, palloncini e castradina
Il 21 novembre a Venezia si celebra una delle feste più sentite dai suoi cittadini: la Madonna della Salute. Per…
Spunti e appunti LetterariamentePop
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“Che puzza mamma!” Esclamò la piccola, i grandi occhi azzurri a fissare nello specchio quelli di sua madre. “Eh lo…
Era una buia notte senza luna. Sopra al molo il cielo era diviso a metà. A est un grande gregge…
La mia delicata esistenza fu per secoli accompagnata da centinaia di uomini savi e giusti, che seppero sfruttare le mie qualità al meglio, aiutandomi a crescere.
Forse riuscirò a difenderti, a far allontanare le loro zampine golose, non ne sono certa, ma almeno ci proverò.
Io credo nella tua forza e ho pazienza.
L’uomo aveva monetizzato il tempo. L’unica cosa che gli apparteneva davvero, l’unico bene vero che possedeva era diventato moneta.
E la loro singolarità giaceva sola in un angolo dello zaino, lì in fondo in fondo sotto a quella moderna ricerca di contatto, illusione eterea, fluttuante nello schermo di un telefono.
Ma bastò un attimo. Lo sguardo cambiò fuoco, spostò la sua attenzione su altro. Stava lì, riflessa davanti al suo volto. E la fissava.
L’aveva sempre fatto.
Cosa?
Fare quello che facevano gli altri.
Ma bastò uno sguardo per cambiare prospettiva e riscoprirsi.
Nel mio giardino segreto il Tempo non c’è.
O meglio c’è.
Ma non decide lui come scorrere o per quanto o dove.
Nel mio giardino segreto infatti c’è un tempo per tutto.