Campo San Poło

PopPoesia_Venezia

Un eco łontan
de salti e bałoni,
stridio de gessi
a disegnar campanoni.

Un eco łontan
de siga contente,
tra pieralta e nascondin
persi tra łe sconte.

Un eco łontan
de rode e verticałi,
de un pie che salva staltro,
de prendersi tra łe całi.

Un eco łontan
de vecete inrabbiae,
sconte da drio a łe tende
de łe so balconae,
a małedir quei putei
che i siga tutto il di,
coversendo a ogni ora
el rumor de ła tvi.

Un eco łontan
de mame ciacołose,
atente ae so creature
come chiocce premurose.

Un eco łontan
pien de nostalgia
par na Venexia
de na volta,
dei so ricordi,
dea so magia.

ValeZenna

Se ti è piaciuta questa poesia, ti invito a fare un giro su questa pagina per leggerne delle altre. Buona lettura!


Dai un occhio agli ultimi articoli pubblicati:

  • Pagemaster, schermi e fantasia

    Stiamo facendo vedere i cartoni giusti ai nostri bambini o stiamo uccidendo per sempre la loro unica fantasia?

    Continua qui

  • Dove sono finite le nostre idee?

    Siamo bombardati da feticci di idee. Pupazzi che assomigliano a vere intuizioni ma che in realtà non sono altro che la copia di idee di altri.

    Continua qui

  • Alberi, baroni e coraggio di Vivere

    Quante volte ci sentiamo diversi, strani? Una breve riflessione su come un racconto per ragazzi può farci cambiare idea: ascoltiamo il barone!

    Continua qui

  • Concerti, accordi e anno nuovo

    Ogni musicista deve avere cura del proprio strumento; il direttore non fa altro che ordinare una serie di anime responsabili di sé stesse.

    Continua qui

  • Madonna della Salute, palloncini e castradina

    Il 21 novembre a Venezia si celebra una delle feste più sentite dai suoi cittadini: la Madonna della Salute. Per i pochi veneziani superstiti resta una ricorrenza a cui si è legati a doppio filo. Il primo filo è appeso alla storia della Basilica della Madonna della Salute. La chiesa fu costruita a partire dal…

    Continua qui

  • Baccalà, cura e tradizioni

    “Che puzza mamma!” Esclamò la piccola, i grandi occhi azzurri a fissare nello specchio quelli di sua madre. “Eh lo so! Ma solo per qualche giorno, ghe xe el baccalà a mogio!” Rispose lei, una carezza sul viso della figlia curiosa, infastidita ma allo stesso tempo attratta da quella cosa misteriosa ammollata nel secchio. Era…

    Continua qui


Condividi questa poesia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

errore: Vuoi copiare i miei articoli? Contattami!