“13 euro?!? Così poco?” La cassiera mi guarda stupita da dietro il suo pesante strato di trucco copri-rughe, copri-età, nascondi-tempo.
“Si, si, anche per quello l’ho preso, è un piccolo investimento.” Rispondo sorridente, contenta del mio piccolo acquisto.
“Poco davvero! Ma…tra quanto le mangiate?” Mi domanda ancora. Le nuove unghie luccicanti battono il prezzo sulla cassa stonando con il lavoro che devono fare le dita, palesemente scomode sotto a quegli artigli color porpora.
“Eh signora, se va bene tra qualche anno.” Ribatto, già pronta a nuovo stupore.
“Tra qualche anno?!?! Bah.”
La risposta è accompagnata da un mezzo ghigno invalidato dalla gomma da masticare spostata da un lato all’altro della bocca.
Lo sguardo mi fissa invadente, come se fossi aliena.
“Sono comunque 13 euro, ecco lo scontrino.”
Pago, sorrido non ricambiata e me ne vado con il mio nuovo amico da piantare.
Forse mi donerai qualche pesca già da quest’anno, forse no.
Forse sarai attaccato dagli afidi, sei così giovane e tenero che per loro assomigli a una meringata su cui tuffarsi!
Forse riuscirò a difenderti, a far allontanare le loro zampine golose, non ne sono certa, ma almeno ci proverò.
Io credo nella tua forza e ho pazienza.
Pazienza di aspettare che i tuoi fiori crescano, che il tuo fusto si rafforzi, che le tue radici si adattino alla loro nuova casa.
Pazienza di mangiare i tuoi frutti anche se saranno piccoli, aspri, bacati o butterati: non mi interessa la perfezione.
Pazienza di vederti crescere e attendere anni per poter godere di te.
La pazienza che ormai manca in questo triste mondo di corse e pretese, dove sempre più esseri umani sono convinti che un albero cresca in una settimana, schifando il tempo della natura, dove per tanti la frutta cresce sui bancali dei supermercati, dove l’attesa è un difetto, una piaga da sanare con la cura della frenesia e dell’immediatezza.
Io aspetto.
Ti aspetto.
E se non vedrò i tuoi frutti, trasmetterò la bellezza dell’attesa a chi ti curerà dopo di me.
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Buona lettura!
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