A caccia di emozioni con Umberto Saba

PopPoesia_umberto saba e lina

A casa ho una libreria intera dedicata alla poesia. Eh lo so, ogni volta che vado ad un mercatino o entro in una libreria mi dico: basta, non prendere più libri, ne hai già abbastanza!

Ma poi le parole mi chiamano da dentro le pagine, i nomi degli autori mi attirano verso le loro copertine e quasi sempre mi ritrovo con l’ennesimo libro tra le mani e l’ennesimo spazio da fare sullo scaffale tra Catullo e Ungaretti.

Eppure tra centinaia, anzi migliaia di testi, nelle antologie scolastiche, nei libri universitari, nelle citazioni dei baci perugina i versi citati sono quasi sempre gli stessi.

Chiaro, è indispensabile fare una cernita: se facessero leggere tutto Montale in quinta superiore il 90% dei ragazzi arriverebbe ad odiarlo. Un po’ come è successo con “I promessi sposi“: poveri Renzo e Lucia! Odiati da generazioni intere di italiani, ritenuti pesanti, noiosi, vecchi come spesso le voci di alcuni professori svogliati che li leggono in classe con l’entusiasmo di un koala che si mangia il suo eucalipto.

Eppure di versi magnifici la letteratura ne è piena.

Poesie che smuovono dentro, parole scelte con tale cura da emozionare alla prima lettura. 

Oggi cerchiamo le emozioni nelle serie TV di Netflix, nei film romantici e strappalacrime, in un Jack che sprofonda nell’abisso a causa della comodità di Rose (ebbene si, se si fosse stretta un po’ ci sarebbe stato anche lui su quella maledetta tavola), nelle storie finte di amori impossibili in programmi spazzatura. 

Quando invece basterebbe prendere in mano un libro di poesie per trovare un’intera vita d’amore riassunta in pochi versi. Scavalcare i testi altisonanti imposteci tra i banchi di scuola e cercare le poesie meno famose, quelle sfortunate che non sono state scelte per essere imparate a memoria come filastrocche senza senso (come dimenticare “la nebbia agli irti colli” incubo di ogni bimbo alle elementari), quelle sfigate rimaste intonse nelle ultime pagine delle antologie dove i programmi delle scuole non arrivano mai, quelle sconosciute ai più, rimaste a dormicchiare negli scaffali delle biblioteche. 

Per esempio c’è una poesia di Umberto Saba.

Autore che al solo sentire il suo nome i più scappano: oltre a venerato poeta, regista di “incubi pre-esami di maturità”. 

Umberto scrisse parole bellissime dedicate a sua moglie Lina. 

Con lei ebbe un rapporto di amore/odio, insieme attraversarono diverse crisi, ma sempre rimasero legati l’uno all’altra.

Oggi il marito medio al massimo regala alla sua compagna un mazzo di fiori spenti il giorno dell’anniversario solo perché gliel’ha ricordato Google Calendar. 

Umberto invece ha dedicato la sua intera opera poetica alla moglie. Poesie in cui riassume in pochi versi un amore profondissimo, un amore talmente grande che alla morte di Lina Umberto smise di scrivere versi fino alla sua stessa morte. Ecco cosa scrisse in una lettera indirizzata ad un amico al momento in cui Lina se ne andò:

Non ti dico che è stata la Lina per me: era più che mia moglie, come io (malgrado la complessità e le stranezze inerenti alla mia natura) sono stato per lei […] più che un marito. […] Ma non si tratta adesso di me: con o senza di me, la Lina era qualcosa di insostituibile. Aveva la grazia.

La poesia fa parte del “Canzoniere”, titolo dato alla raccolta delle sue poesie in ricordo dell’opera di Petrarca. Si trova in una sezione autobiografica  in cui Umberto racconta la sua intera vita tramite i versi. Sono poesie brevi ma racchiudono un’intera esistenza tra loro parole. 

La poesia in questione è la numero 12, “Ed amai nuovamente.

Merita di essere letta, magari più di una volta. E spero che come le ciliegie, una volta volta letta venga a tutti voglia di scoprire altri versi che il destino o chi per esso ha preferito tenere nascosti dalle luci della ribalta.

Che magia la poesia!

Ecco per tutti noi la poesia numero 12Ed amai nuovamente” tratta da “Autobiografia” di Umberto Saba.

Ed amai nuovamente; e fu di Lina
dal rosso scialle il più della mia vita.
Quella che cresce accanto a noi, bambina
dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita.

Trieste è la città, la donna è Lina,
per cui scrissi il mio libro di più ardita
sincerità, né dalla sua fu fin’
ad oggi mai l’anima mia partita.

Ogni altro conobbi umano amore;
ma per Lina torrei di nuovo un’altra
vita, di nuovo vorrei ricominciare.

Per l’altezze l’amai del suo dolore;
perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra,
e tutto seppe, e non se stessa, amare.

Umberto Saba “Ed amai nuovamente” – i versi più belli

“(…) fu di Lina dal rosso scialle il più della mia vita”: più. Cosa significa quel più? Non è solo un modo per dire “la maggior parte”, no. In quel più si nasconde un mondo. È la parte più importante della vita, quei momenti vissuti lontano dal lavoro, le cene insieme, la complicità degli sguardi. In quel più c’è il ritrovare uno spazio in un’altra anima in cui riporre la propria, in sicurezza, senza filtri o finzioni. 

Ne dalla sua fu fin’ ad oggi l’anima mia partita”:  un dichiarazione d’amore a cielo aperto. Umberto ha donato la sua anima a Lina. La parte più profonda, quella più intima, quella più insondabile. Due anime che si ritrovano e si uniscono, la famosa metà della mela, la fusione perfetta: ecco cos’è Lina per Umberto.

Ogni altro conobbi umano amore / ma per Lina torrei di nuovo un’altra / vita, di nuovo vorrei ricominciare.”: quando il vostro partner vi dedicherà tale parole potrete dire di aver trovato la vostra metà esatta. Umberto dichiara di aver già vissuto altri amori in passato, ma solo per Lina ricomincerebbe una nuova vita, solo per lei vivrebbe di nuovo tutto. Sembra un’affermazione da rotocalco, ma la vita di Umberto non fu affatto semplice. Crebbe orfano di padre, soffrì più volte di crisi nervose, durante il fascismo fu costretto a fuggire all’estero per via delle leggi razziali e dovette sopportare alcuni tradimenti della moglie che tanto amava. Quindi è un atto d’amore e di dedizione incalcolabile dire di essere disposti a rivivere di nuovo tali dolori solo per stare con la persona che si ama, nonostante gli alti e bassi della loro relazione. 

“Per l’altezze l’amai del suo dolore; / perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra,/ e tutto seppe, e non se stessa, amare.”: come descrivere magistralmente l’umiltà di una persona, il suo saper sopportare in silenzio il dolore, il suo non essere mai scaltra (cioè furba in triestino), il suo essere onesta e la sua immensa capacità di amare gratuitamente tutto, fuorché sé stessa. Il ritratto di Lina in questo verso è spettacolare.

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PopPoesia_Il_canzoniere_Saba

Autore: Umberto Saba

Titolo: Il canzoniere

Pagine: 640

Casa editrice: Einaudi

L’opera maxima di Umberto, tutte le sue poesie raccolte con un’introduzione molto interessante sulla sua vita e la sua poetica.


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Buona lettura!


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