La morte.
Che strana conoscente è. Ignorata nella nostra vita per la maggior parte del suo tempo.
Come una conoscenza scomoda, di quelle che non ti va di salutare quando le incontri per strada. La vedi da lontano e giri velocemente lo sguardo quando ti si avvicina, convinto che ignorarla sia la scelta giusta.
In realtà ci accompagna sempre, ma siamo male educati a tal punto da dimenticarci spesso della sua esistenza.
Poi arriva quel giorno. Te la ritrovi di fronte, in un vicolo cieco da cui non puoi scappare; lo spazio è poco e per girare lo sguardo sei costretto ad osservarla.
Lei è lì. Con quel sorriso malinconico di chi sa di non avere nessuna colpa. La riscopri più timida di come te l’aspettavi.
Tu, leone, ti credevi tanto bravo da poterla evitare per sempre, ma non ti rendevi conto di aver evitato solamente quella parte di te che tanto desideravi ritrovare. Quel lato di te profondo in grado di farti provare un ventaglio di emozioni e sentimenti dimenticati.
L’amore per la vita, il primo tra tutti. Non solo per la tua vita presente, per quella che è; ma anche l’amore per la vita futura, se ci sarà, e quello per la vecchia vita, per quella che è stata e che tanto ti ha riempito di gioia e di ricordi.
La rabbia per ciò che poteva essere se lei non fosse arrivata, o fosse arrivata più tardi.
L’odio per te stesso, per tutto ciò che non hai voluto fare, convinto di avere altro tempo da trascorrere insieme a chi non è più con te.
Infiniti sentimenti, infinite emozioni.
Allora la osservi. Lei arrossisce e smette per un secondo di fissarti, un solo istante che basta a farti capire quanto lei sia innocente, semplice testimone della realtà.
Ti saluta imbarazzata e se ne va.
Quel suo sguardo però resta.
Lo incroci allo specchio quando il tempo si ferma e realizzi di non aver incontrato altro che una parte di te stesso, l’unica vera, sicura e sincera.
E ti prometti di ricominciare a Vivere, questa volta per davvero, non schivando più la morte come nemica della vita, ma imparando da lei il senso del tempo, accettandola come fedele compagna di viaggio giorno dopo giorno.
C’è una poesia di Hermann Hesse, si intitola “Sorella morte“, parla di questo. Ve la lascio qui.
Che magia la poesia
Anche da me giungerai un giorno,
non mi dimentichi,
s'infrange la catena
ed il tormento avrà una fine.
Sembri ancora lontana ed estranea
sorella morte,
sovrasti come stella gelida
al mio destino.
Ma un giorno ti farai vicina
ricolma di fiamme sarai.
Vieni, amata, sono qui,
prendimi, sono tuo.
Ecco la poesia in lingua originale, “Bruder Tod” di Hermann Hesse.
Auch zu mir kommst du einmal,
Du vergißt mich nicht,
Und zu Ende ist die Qual
Und die Kette bricht.
Noch erscheinst du fremd und fern,
Lieber Bruder Tod.
Stehest als ein kühler Stern
Über meiner Not.
Aber einmal wirst du nah
Und voll Flammen sein --
Komm, Geliebter, ich bin da,
Nimm mich, ich bin dein.
I libri che ti consiglio
Se ti è piaciuto questo articolo, ecco qui qualche libro che ho letto e ti consiglio legato all’argomento trattato.
In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei, quindi se deciderai di comprare il libro o di continuare le tue spese dai link che trovi su questo articolo, aiuterai PopPoesia a mantenersi! E avrai tutta la mia gratitudine!
Autore: Hermann Hesse
Titolo: Poesie d’amore e altre poesie
Pagine: 368
Casa editrice: Mondadori
Una selezione di poesie di Hermann Hesse con testo tedesco a fronte. Credimi, sono bellissime!
Autore: Seneca
Titolo: Tutta la vita per imparare a vivere
Pagine: 142
Casa editrice: Bompiani
“La tranquillità dell’uomo. La brevità della vita. La vita felice”: i tre scritti più famosi in un sol boccone! Ottimo per un primo approccio a Seneca.
Autore: Seneca
Titolo: De brevitate vitae – testo latino a fronte
Pagine: 112
Casa editrice: Rizzoli
Un focus sul tempo, su come spenderlo e non spenderlo: per chi vuole leggere Seneca nella sua lingua, il latino, è un ottimo inizio.
Autore: Rick Dufer
Titolo: Seneca tra gli zombie – guida filosofica di sopravvivenza al caos
Pagine: 160
Casa editrice: Feltrinelli
Un libro che è un “tram sui denti”: il senso del tempo e il modo in cui la nostra epoca lo affronta, tutto partendo dagli spunti del grande Seneca. Un libro superPop che va letto e riletto: io lo amo.
Se ti è piaciuto questo articolo ti invito a visitare questa pagina in cui troverai altre riflessioni. Buona lettura!
Dai un occhio agli ultimi articoli pubblicati:
-
Dove sono finite le nostre idee?
Siamo bombardati da feticci di idee. Pupazzi che assomigliano a vere intuizioni ma che in realtà non sono altro che la copia di idee di altri.
-
Concerti, accordi e anno nuovo
Ogni musicista deve avere cura del proprio strumento; il direttore non fa altro che ordinare una serie di anime responsabili di sé stesse.
-
Madonna della Salute, palloncini e castradina
Il 21 novembre a Venezia si celebra una delle feste più sentite dai suoi cittadini: la Madonna della Salute. Per i pochi veneziani superstiti resta una ricorrenza a cui si è legati a doppio filo. Il primo filo è appeso alla storia della Basilica della Madonna della Salute. La chiesa fu costruita a partire dal…
-
Baccalà, cura e tradizioni
“Che puzza mamma!” Esclamò la piccola, i grandi occhi azzurri a fissare nello specchio quelli di sua madre. “Eh lo so! Ma solo per qualche giorno, ghe xe el baccalà a mogio!” Rispose lei, una carezza sul viso della figlia curiosa, infastidita ma allo stesso tempo attratta da quella cosa misteriosa ammollata nel secchio. Era…
-
Illuminarsi con l’aurora boreale
Era una buia notte senza luna. Sopra al molo il cielo era diviso a metà. A est un grande gregge di nuvole nere cariche di pioggia si stava avvicinando lentamente, trasportato dal vento gelido e dalla voglia di scaricare la loro acqua sulle vite degli abitanti di quello sperduto paesino nordico. A ovest un corollario…




