Sole, due risate e Camillo Nalin

PopPoesia_sole Camillo Nalin

In una piovosa domenica di marzo, mese pazzerelloportatil’ombrello per antonomasia, l’attività preferita dal mio cervello affamato di scoperte si rivela in due possibili alternative casalinghe: leggere un libro o guardare un film.

La mia mente le vorrebbe entrambe una susseguita all’altra in un continuo vortice di sollecitazioni che spesso mette le mie sinapsi in concreta difficoltà, come se non lo fossero già di loro, pressate dal vivere in questa nostra rasserenante epoca.

Non essendo questo possibile, in una recente domenica piovosa come non mai (qualche premio Nobel dovrà spiegarmi perché piove sempre e solo di domenica), decisi di guardare un film che consiglio sinceramente a tutti, “Scordato“, di Rocco Papaleo, una commedia nel suo stile asciutto e sarcastico in cui recita anche una grandissima Giorgia, cantante da me sempre amata, la quale si è rivelata un’attrice delicatissima, di una bravura rara per la quale è stata candidata di recente al Nastro d’Argento.

Fuori la pioggia ininterrotta bagnava i vetri delle finestre, furbescamente spogliate dalle persiane nell’unico giorno della settimana in cui avrebbero dovuto stare chiuse: il mio lato masochista ogni tanto fuoriesce costringendomi a tali scelte senza motivo.

Insomma, il film finisce e ad un tratto accadde un miracolo: un tiepido raggio di sole inonda la stanza proveniente da un buco di nuvole dietro a cui si intravede un cielo azzurro limpido neanche fosse stato lavato con Perlana.

Guardo mio marito: tempo 30 secondi abbiamo già addosso la giacca e una voglia matta di fare due passi, prendere un po’ di luce e lasciarci illuminare come due novelli Edward e Bella alla scoperta della loro sbrillucicosità.

Ovviamente era già pomeriggio inoltrato.

La nostra carica solare durò una decina di minuti, tanto bastò a salutare il sole nel suo scomparire dietro l’orizzonte della campagna veneta e a instillare in noi un briciolo di ritrovato buon umore.

Ma quanto è magico il sole?

Senza di lui, neanche a dirlo, non esisterebbe nulla di ciò che ci circonda, se si spegnesse, la terra sopravviverebbe qualche settimana per poi diventare un misero pianeta congelato, immobile e senza speranza di rinascita.

Ma per fortuna è lì a fissarci da 4 miliardi e mezzo di anni (noi abbiamo iniziato a mangiare quotidianamente il frumento che ci sta rendendo tutti celiaci circa 12.000 anni fa, giusto per farci un’idea).

Non per niente è sempre stato venerato come una divinità da circa tutti i popoli nati in questo nostro mondo i quali si sono influenzati a vicenda come bambini che si imitano facendo a gara a chi ha la matita più bella creando Dei quali Ra, Apollo, Mitra, Inti, Utu e chi più ne ha più ne metta.

Pensate, curiosando sul Sole ho realizzato per l’ennesima volta (purtroppo la mia memoria gioca spesso a nascondino con me) che la sua temperatura superficiale è di 5500 gradi: il tungsteno, quel materiale che si usa per creare lampade ad incandescenza o che si infila dentro ai forni in cui cuciniamo il pasticcio, fonde a 3422 gradi, il ferro a 1538, il tuorlo d’uovo a 70, l’albume a 65, la mozzarella a 55.

Quindi niente calzone-carbonara filante quando andremo a fare due passi sulla superficie solare: fonderemo prima della mozzarella.

Il sole dista 149.600.000 km da noi, come andare da Venezia a Roma per 290.000 volte consecutive, facciamo 300.000 se c’è traffico.

E’ poi un produttore di energia da fare invidia ai suoi figliocci pannelli solari che dormono per ora sui nostri tetti: ogni secondo produce l’energia di 6000 bombe nucleari, una bomba nucleare ha la potenza di 18 milioni di kwh, una famiglia media ne consuma 3 mila all’anno.

In soldoni, l’energia del sole potrebbe assicurarci bollette azzerate fino alla nostra estinzione.

Grazie a lui esiste la fotosintesi clorofilliana che tutti abbiamo studiato in terza elementare con tanto di piantina di fagiolo cresciuta dentro al cotone; grazie a lui il nostro corpo produce melanina e fa vendere costumi ad Intimissimi; grazie a lui esistiamo, mangiamo, ci scaldiamo; insomma grazie a lui viviamo.

Grazie a lui Camillo Nalin, un poeta veneziano ahimè ancora troppo sconosciuto vissuto tra fine 1700 e metà del 1800, ha potuto scrivere la poesia/barzelletta che vi propongo oggi.

L’ho ritrovata dentro ad un libro antico e raro appartenuto alla mia bisnonna con tanto di segnalibri centenari al suo interno.

L’ho preso tanto a cuore da iniziare a tradurre alcune delle poesie licenziose che sono rimaste nascoste in lui per quasi un secolo, così da renderle fruibili anche a chi non parla il veneziano.

La poesia in questione parla di due amici stolti che si interrogano sull’origine del sole e del luogo in cui si reca quando tramonta, ricordando un dialogo che sarebbe potuto accadere secoli fa, quando si pensava che fosse la terra al centro del sistema solare e che il sole girasse attorno a lei.

Ma ha anche una conclusione sagace, la quale ci ricorda di quanto tutt’ora sia più semplice convincere le persone ingenue con la storia di un complotto che non con la scomoda, reale, faticosa verità dei fatti.

Che magia la poesia!

Ecco per tutti noi la poesia “I do stolidi” di Camillo Nalin, scritta presumibilmente nei primi decenni del 1800.

Momoleto Sportela e Piero Cesto,
do teste, ma de quele,
che non ga mai savesto
cossa che sia cervele,
co tuti i requisiti,
i spassizava uniti
la riva dei Schiavoni
da stolidi baucando
precisamente quando
el sol, che andava a monte,
tocava l’orizonte
e coi so ragi d’oro risplendenti
ghe petava in tal muso a quei sapienti.

Alora Momoleto
povero d’inteleto
ancora più de Piero,
- Spieghime, el dise, Cesto, caro ti,
sta cossa che par mi
xe un gran mistero;
el sol, che, a dì fenio,
costantemente,
va soto da la parte de ponente,
percossa el zorno drio,
dopo l’aurora,
da quele de levante vieulo fora?-

Piero, da Ciceron,
ghe risponde - zucon!
No ti à capio,
La note el torna indrio. -

Momoleto a sto stramboto
trova Piero omo doto,
e contento, contenton
de aver tolto sta lizon
spera de far la so figura
se ghe vien la congiuntura.

Sta storiela xe un esempio
che la bestialità
più de la verità
convince el sempio.

Ecco una mia personale traduzione in italiano.

Momoleto Sportela e Piero Cesto,
due teste, ma di quelle,
che non hanno mai saputo
cosa sian le cervelle,
ossia, due grandi zucconi
con tutti i requisiti,
passeggiavano uniti
in riva degli Schiavoni
da stupidi instupidendo
precisamente quando
il sole, che andava a monte,
toccava l’orizzonte
e con i suoi raggi risplendenti
toccava il viso a quei sapienti.

Allora Momoleto
povero d’intelletto
ancora più di Piero,
- Spiegami, disse, Cesto, caro te,
questa cosa che per me
è un gran mistero;
il sole, che, a giornata finita,
costantemente,
va sotto dalla parte di ponente,
per cosa il giorno dopo,
dopo l’aurora,
in quella di levante ha dimora? -

Piero, da Cicerone,
gli risponde - Zuccone!
non hai capito,
la notte torna indietro.

Momoleto a questo strambotto
trova in Piero un uomo dotto,
e contento, contentone
di aver imparato sta lezione
spera di fare la sua figura
se gli capita l’occasione.

Da questa storiella si evince
che la bestialità
più della verità
lo stupido convince.


Camillo Nalin “I do Stolidi” – i versi più belli

Sta storiela xe un esempio / che la bestialità / più de la verità / convince el sempio.“: questa poesia è stata scritta circa 200 anni fa, in un mondo in cui la superstizione era la base della cultura popolare. Quindi non sorprende leggere di due sempliciotti che trovano soluzioni fantasiose per problemi fisici a cui avrebbero fatto fatica ad accedere. Al giorno d’oggi diamo per scontato che non sia più così, ma ci sbagliamo di grosso! La bestialità, come la chiama Nalin, colpisce molto più della verità: per noi Sapiens è molto più semplice credere ad una leggenda, o a una teoria complottista piuttosto che alla verità, spesso deludente e semplice, della realtà.


Ti consiglio…

Se ti interessa il tema del complotto non posso non citare Massimo Polidoro, giornalista, scrittore e mio indagatore dell’insolito preferito. Ne parla approfonditamente in questo suo video su youtube. Se vi piace il suo stile vi consiglio di seguirlo!


In questo articolo parlo del sole e della sua essenziale esistenza. Per approfondire, ti consiglio di leggere questo articolo di GeoPop, un sito di scienza e tecnologia condito in salsa Pop!


Se ti attira vedere il filmScordato” di Rocco Papaleo citato nell’articolo, lo trovi su Prime Video! Se non sei ancora iscritto e ti interesserebbe provare 30 giorni di uso gratuito, ti rimando a questo link.

Abbonandoti a Amazon Prime Video da qui aiuterai PopPoesia a crescere e te ne sarò grata.


Ti è piaciuta questa poesia in veneziano e la sua traduzione in italiano?

Tra i miei progetti c’è anche quello di tradurre le poesie di Camillo Nalin in italiano. In questo modo potrò renderle fruibili ad un pubblico più vasto di quello veneto.

La mia bisnonna amava i suoi componimenti e mi piacerebbe molto che i versi di questo poeta pressoché sconosciuto tornassero a vivere.

Se anche a te piace questo mio progetto ti puoi sostenerlo!

Clicca sul pulsante qui sotto per accedere alla pagina di Ko-Fi da cui potrai fare una piccola donazione per aiutarmi in questo mio intento. Ti ringrazio di cuore!


Se ti è piaciuto questo articolo di PopPoesia ti suggerisco di fare un giro su questa pagina per leggerne altri!

Buona lettura!


Dai un occhio agli ultimi articoli pubblicati:

  • Dove sono finite le nostre idee?

    Siamo bombardati da feticci di idee. Pupazzi che assomigliano a vere intuizioni ma che in realtà non sono altro che la copia di idee di altri.

    Continua qui

  • Alberi, baroni e coraggio di Vivere

    Quante volte ci sentiamo diversi, strani? Una breve riflessione su come un racconto per ragazzi può farci cambiare idea: ascoltiamo il barone!

    Continua qui

  • Concerti, accordi e anno nuovo

    Ogni musicista deve avere cura del proprio strumento; il direttore non fa altro che ordinare una serie di anime responsabili di sé stesse.

    Continua qui

  • Madonna della Salute, palloncini e castradina

    Il 21 novembre a Venezia si celebra una delle feste più sentite dai suoi cittadini: la Madonna della Salute. Per i pochi veneziani superstiti resta una ricorrenza a cui si è legati a doppio filo. Il primo filo è appeso alla storia della Basilica della Madonna della Salute. La chiesa fu costruita a partire dal…

    Continua qui

  • Baccalà, cura e tradizioni

    “Che puzza mamma!” Esclamò la piccola, i grandi occhi azzurri a fissare nello specchio quelli di sua madre. “Eh lo so! Ma solo per qualche giorno, ghe xe el baccalà a mogio!” Rispose lei, una carezza sul viso della figlia curiosa, infastidita ma allo stesso tempo attratta da quella cosa misteriosa ammollata nel secchio. Era…

    Continua qui

  • Illuminarsi con l’aurora boreale

    Era una buia notte senza luna. Sopra al molo il cielo era diviso a metà. A est un grande gregge di nuvole nere cariche di pioggia si stava avvicinando lentamente, trasportato dal vento gelido e dalla voglia di scaricare la loro acqua sulle vite degli abitanti di quello sperduto paesino nordico. A ovest un corollario…

    Continua qui


Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Vuoi copiare i miei articoli? Contattami!