Maturità, poesia e Saba

PopPoesia_maturità, Saba, Poeta

Ah la maturità!

Proprio in questi giorni migliaia di ragazzi si stanno preparando per affrontare questa piccola sfida. Per molti sarà una passeggiata, per molti altri un incubo che li accompagnerà per tutta la vita. O almeno finché la vita stessa non si paleserà con altri esami e prove ben più importanti e profonde da superare.

La maturità è per certi versi uno dei pochi luoghi in cui compare ancora la poesia. Come un fantasma, si aggira tra i banchi dei maturandi, un pallido Nick-quasi-senza-testa, invitandoli con sguardo languido a dedicare quelle tre ore di inconsueta concentrazione ad un suo commento. Tra le varie tracce della prima prova d’italiano infatti una è dedicata all’analisi del testo letterario. E vuoi per brevità, vuoi per comodità, il testo è quasi sempre una poesia. Ma nonostante l’insistenza di Nick, quella traccia viene saltata a piè pari da nove ragazzi su dieci. Un solo temerario sceglie di dedicarle del tempo, un solo coraggioso si donerà a lei.

Tutti gli altri preferiscono dedicarsi ai temi liberi, all’attualità, al “dire la propria“, qualsiasi sia il tema. “Tutto, ma non la poesia!

La campanella suona, la prova termina. Tutti i ragazzi si fiondano a riprendere i propri telefoni sulla cattedra barattandoli con un foglio protocollo spesso pieno di errori ortografici, estratto di un’epoca di spremitura in cui la grammatica italiana sta contando i giorni che mancano al suo pensionamento, la valigia già pronta, un biglietto di solo andata per raggiungere le sue vecchie amiche greche e latine. Soppiantata dal correttore automatico, dalle abbreviazioni, dagli inglesismi, dal “Beh, l’importante è capirsi, bro” e dai “Tanto a cosa mi serve saper scrivere? C’è chat gpt che scrive per me“.

E in tutto questo la poesia se ne sta in un angolo, a guardare i giovani adolescenti inchiodare nuovamente lo sguardo sui loro I-Phone ultimo modello, assorbiti dai reels di TikTok, dal followers su Instagram e dalle dirette su Twitch.

Non tutti però. L’anima temeraria che ha scelto la traccia odiata dagli altri guarda i suoi compagni con un finto sorriso di compiacimento: anche se orami l’avventura-scuola è terminata per sempre, vuole essere integrato nel gruppo per paura di stare solo gli ultimi attimi di quel ciclo di vita. La maggior parte dei ragazzi si lamenta della difficoltà della prova, alcuni si vantano di aver scritto poco, altri di aver scritto largo per riempire almeno tre colonne di foglio protocollo, altri ancora con aria arrogante esaltano una possibile bocciatura.

Lui non lo ammetterà mai di fronte ai suoi amici, ma quella prova gli è piaciuta. Si è divertito nell’analizzare quel testo, nell’entrare nella mente del poeta, cercare di posizionarlo in un’epoca storica, capire da dove potessero nascere i suoi sentimenti.

A lui piace l’introspezione, il guardarsi dentro: intro “dentro“, specere “guardare in latino.

Si rende conto di essere altro oltre a quel profilo su Instagram e si è accorto stando attento alle lezioni di italiano e filosofia, quelle in cui i compagni non facevano altro che lanciare bigliettini, fare versi e sfidarsi col telefono, si è accorto che in molti prima di lui hanno provato la stessa sensazione.

A lui è piaciuto sostenere quella prova, scrivere su un foglio, pensare in silenzio. Ma a tutti deve dire che gli ha fatto schifo, che non vedeva l’ora che finisse quell’agonia per andare a casa a far casino. Ma lui sa che sarebbe stato ore a scrivere su quel foglio protocollo.

Mentre pensa a tutto questo si guarda attorno. I suoi amici, dopo l’entusiasmo iniziale, si sono rinchiusi nuovamente nel mondo dei social. Alcuni ridacchiano scambiandosi commenti virtuali, altri giocano sfidandosi ad un giochino di guerra sul telefono, nonostante siano uno ad un passo dall’altro.

Lui osserva il mondo che lo circonda e all’improvviso gli tornano alla mente i versi commentati nella prova d’esame. Era una poesia mai sentita, mai letta a scuola. Si sarebbe aspettato un “La Pioggia nel pineto” di D’Annunzio, o un “Meriggiare pallido e assorto” di Montale, oppure ancora un “Soldati” di Ungaretti.

Invece nulla di tutto ciò. Quella letta in mattinata era una poesia inedita, una poesia che parla del poeta, scritta da uno degli autori del secolo scorso più venerati nelle antologie scolastiche.

Ripensando a quei versi gli viene spontaneo guardare il cielo. Il sole splende, è estate dopo tutto. Una sola nuvoletta in lontananza si avvicina minacciosa, impossibile sapere se porterà pioggia o se resterà innocua. Il cuore si riempie di una strana soddisfazione che silenziosa arriva fino alla mente e la inonda di consapevolezza.

Ecco cosa intendeva Saba! Dice il ragazzo tra sé e sé. Il poeta ha una vita piena perché sa osservare! Anche un semplice cambio del meteo è per lui motivo di scoperta! Chissà se un giorno sarò poeta anche io!

Lui ancora non lo sa, ma quella poesia sarà il primo mattone giallo di una via interminabile. La via verso la consapevolezza, verso la conoscenza, verso un mondo di Oz fatto di riflessioni e scoperte.

Anche dietro una prima prova, anche dietro un apparente inutile e ansiogeno esame scolastico può nascondersi il bozzolo di un futuro o di una futura anima curiosa, aperta a quella particolare magia che solo la conoscenza può trasmettere.

Che magia la poesia!

Ah, ma che poesia c’era sulla prova del nostro maturando?

Ve la lascio qui.

Ecco per tutti noi “Il poeta” di Umberto Saba.

Il poeta ha le sue giornate
contate,
come tutti gli uomini; ma quanto,
quanto variate!

L'ore del giorno e le quattro stagioni,
un po' meno di sole o più di vento,
sono lo svago e l'accompagnamento
sempre diverso per le sue passioni
sempre le stesse; ed il tempo che fa
quando si leva, è il grande avvenimento
del giorno, la sua gioia appena desto.
Sovra ogni aspetto lo rallegra questo
d'avverse luci, le belle giornate
movimentate
come la folla in una lunga istoria,
dove azzurro e tempesta poco dura,
e si alternano messi di sventura
e di vittoria.
Con un rosso di sera fa ritorno,
e con le nubi cangia il colore
la sua felicità,
se non cangia il suo cuore.

Il poeta ha le sue giornate
contate,
come tutti gli uomini; ma quanto,
quanto beate!

Umberto Saba “Il Poeta” – i versi più belli

Il poeta ha le sue giornate / contate“: ecco subito in questi primi versi il memento mori che tanto accompagna la poesia non solo di Umberto, ma nel suo genere. Cosa significa? Semplicemente è il ricordo della morte come parte inevitabile della vita. Una volta assorbito questo concetto, la vita stessa sarà più semplice da affrontare. In questo caso Umberto ripete questa affermazione sia all’inizio che alla fine della poesia. Paragona la vita del poeta a quella di tutti gli uomini, tutti mortali e con un tempo limitato da vivere su questo mondo. Ma nel caso dei poeti le loro giornate vengono descritte come variate nei primi versi e beate negli ultimi. Ma perché le giornate dei poeti sono diverse da quelle degli uomini comuni? Il motivo viene spiegato nel corpo centrale del componimento.

L’ore del giorno e le quattro stagioni, / un po’ meno di sole o più di vento, / sono lo svago e l’accompagnamento / sempre diverso per le sue passioni / sempre le stesse;“: con questi versi Umberto tratta in modo ironico le passioni del poeta. Ci dice infatti che queste sono lo svago e l’accompagnamento sempre diverso per le sue passioni, che sono allo stesso tempo sempre le stesse. Si riferisce ai diversi momenti della giornata (l’ore del giorno), dell’anno (le quattro stagioni) e ai cambiamenti metereologici (sole o vento), eventi che cambiano in continuazione e che non si ripetono mai allo stesso modo. Il poeta trova spunto da questo continuo movimento attorno a sè, trasformando l’osservazione del mondo sempre in mutamento in una sua passione statica. Un bel paradosso!

il tempo che fa / quando si leva, è il grande avvenimento / del giorno, la sua gioia appena desto.”: il poeta si rallegra anche semplicemente del tempo che trova fuori dalla finestra alla mattina, appena sveglio. Tutto è motivo di gioia per lui.

“Sovra ogni aspetto lo rallegra questo / d’avverse luci, le belle giornate / movimentate / come la folla in una lunga istoria, / dove azzurro e tempesta poco dura, / e si alternano messi di sventura / e di vittoria.“: siete mai stati in Scozia o in Irlanda? Lì il meteo cambia dieci volte al giorno. Una volta parlai con un taxista del luogo che mi disse ironicamente “il tempo qui è pazzo: la mattina piove, il pomeriggio c’è il sole, la sera nevica”. Secondo Umberto il variare del tempo è proprio ciò che rallegra il poeta più di qualsiasi altra cosa, sovra ogni aspetto. Paragona il movimento delle nuvole nel cielo alla folla degli uomini nella storia (folla in una lunga istoria), persone che hanno vissuto le loro vite in balia dei messaggi di guerra o di vittoria (si alternano messi di sventura o di vittoria). Come il meteo dipende dal variare di sole o tempesta, così avviene per i popoli del mondo con i periodi di pace e quelli di battaglia.

Con un rosso di sera fa ritorno, / e con le nubi cangia il colore / la sua felicità, / se non cangia il suo cuore.“: la strofa si è aperta con il poeta che si sveglia (si leva) curioso di osservare il tempo esterno e non può che finire con il poeta che ritorna a casa, sullo sfondo il cielo rosso del tramonto. E di nuovo troviamo il sentimento, la felicità per aver vissuto una giornata intera ad osservare la realtà, il cuore gonfio di gioia, colorato come le nubi lo accompagnano a casa.


I libri che ti consiglio

Se ti è piaciuto questo articolo, ecco qui qualche libro che ho letto e ti consiglio legato all’argomento trattato.

In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei, quindi se deciderai di comprare il libro o di continuare le tue spese dai link che trovi su questo articolo, aiuterai PopPoesia a mantenersi! E avrai tutta la mia gratitudine!

PopPoesia_Il_canzoniere_Saba

Autore: Umberto Saba

Titolo: Il canzoniere

Pagine: 640

Casa editrice: Einaudi

L’opera maxima di Umberto, tutte le sue poesie raccolte con un’introduzione molto interessante sulla sua vita e la sua poetica.


Se ti è piaciuto questo articolo di PopPoesia ti suggerisco di fare un giro su questa pagina per leggerne altri!

Buona lettura!


Dai un occhio agli ultimi articoli pubblicati:

  • Dove sono finite le nostre idee?

    Siamo bombardati da feticci di idee. Pupazzi che assomigliano a vere intuizioni ma che in realtà non sono altro che la copia di idee di altri.

    Continua qui

  • Alberi, baroni e coraggio di Vivere

    Quante volte ci sentiamo diversi, strani? Una breve riflessione su come un racconto per ragazzi può farci cambiare idea: ascoltiamo il barone!

    Continua qui

  • Concerti, accordi e anno nuovo

    Ogni musicista deve avere cura del proprio strumento; il direttore non fa altro che ordinare una serie di anime responsabili di sé stesse.

    Continua qui

  • Madonna della Salute, palloncini e castradina

    Il 21 novembre a Venezia si celebra una delle feste più sentite dai suoi cittadini: la Madonna della Salute. Per i pochi veneziani superstiti resta una ricorrenza a cui si è legati a doppio filo. Il primo filo è appeso alla storia della Basilica della Madonna della Salute. La chiesa fu costruita a partire dal…

    Continua qui

  • Baccalà, cura e tradizioni

    “Che puzza mamma!” Esclamò la piccola, i grandi occhi azzurri a fissare nello specchio quelli di sua madre. “Eh lo so! Ma solo per qualche giorno, ghe xe el baccalà a mogio!” Rispose lei, una carezza sul viso della figlia curiosa, infastidita ma allo stesso tempo attratta da quella cosa misteriosa ammollata nel secchio. Era…

    Continua qui

  • Illuminarsi con l’aurora boreale

    Era una buia notte senza luna. Sopra al molo il cielo era diviso a metà. A est un grande gregge di nuvole nere cariche di pioggia si stava avvicinando lentamente, trasportato dal vento gelido e dalla voglia di scaricare la loro acqua sulle vite degli abitanti di quello sperduto paesino nordico. A ovest un corollario…

    Continua qui


Condividi questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Vuoi copiare i miei articoli? Contattami!