Sardine, salmoni, serenità e Hermann Hesse

PopPoesia_Salmoni o sardine

Per molti anni ho corso.

Ho corso per prendere un bus, ho corso per prendere un treno.

Ho corso per arrivare in orario, ho corso per produrre, per essere efficiente, per essere utile a chi contava sulle mie mani per produrre i propri guadagni.

Ho corso timorosa del giudizio di chi era più in alto di me nella piramide del lavoro di cui mi sentivo parte integrante, indispensabile, utile. Illudendo me stessa come neanche Harry Houdini col suo pubblico curioso.

Per anni ho vissuto in parte schiava del giudizio di chi avevo attorno, più concentrata sul mio essere consona e omologata alla società che sul mio essere me stessa.

Per anni tutto questo ha funzionato.

Ero come una sardina in un banco di altre migliaia di mie simili. A nuotare correndo nel gruppo, al centro della mischia, senza rendermi conto dell’immenso oceano che mi circondava.

Una sardina a tutti gli effetti, pronta per il saor.

Poi mi sono fermata.

Ho smesso di correre, ho lasciato correre gli altri e mi sono voltata trasformandomi in un salmone e andando contro corrente.

Mi sono spostata dall’immensità del mare alla familiarità del fiume e lì ho iniziato il mio cammino.

Certo, il flusso forte della corrente si sente, sbatte sulle mie squame, spesso offusca i miei occhi, fa virare la mia coda.

Ma ho finalmente scoperto ciò che mi comanda nel profondo.

E l’ho fatto uscendo dal banco, dando maggiore importanza alla mia interiorità più che a ciò che come un guscio mi ero costruita per appartenere a quel gruppo di grigiore senza senso.

E lontano da quel banco ho trovato serenità.

Vi auguro di essere salmoni, non sardine.

Il viaggio sarà più lungo, ma quanta soddisfazione nell’attraversare il fiume della vita!

C’è una poesia, è di Hermann Hesse.

Si intitola “Felicità” ed esprime un concetto semplice e all’apparenza banale, ma noi Sapiens spesso ci mettiamo anni, se non decenni per capirlo: si scopre la serenità solo quando si smette di rincorrerla.

Che magia la poesia!

Ecco per tutti noi, sardine o salmoni, “Felicità” di Hermann Hesse in una traduzione di Bruno Arzeni.

Felicità: finché dietro le corri
non sei maturo per essere felice,
pur se quanto è più caro tuo si dice.

Finché tu piangi un tuo bene perduto,
e hai mete, e inquieto t'agiti e pugnace,
tu non sai ancora cos'è la pace.

Solo quando rinunzi ad ogni cosa,
né più mete conosci né più brami,
né la felicità più a nome chiami,
allora al cuor non più l'onda affannosa
del tempo arriva, e l'anima tua posa.

Ecco il testo in lingua originale “Glück” di Hermann Hesse.

Solang du nach dem Glücke jagst,
Bist du nicht reif zum Glücklichsein,
Und wäre alles Liebste dein.

Solang du um Verlornes klagst
Und Ziele hast und rastlos bist,
Weißt du noch nicht, was Friede ist.

Erst wenn du jedem Wunsch entsagst,
Nicht Ziel mehr noch Begehren kennst,
Das Glück nicht mehr mit Namen nennst,

Dann reicht dir des Geschehens Flut
Nicht mehr ans Herz – und deine Seele ruht.

Hermann Hesse “Felicità” – i versi più belli

  • “Felicità: finché dietro le corri / non sei maturo per essere felice”: da ragazzini si sogna in grande. Ai miei tempi c’era chi voleva diventare un cantante, o un attore, o un premio Nobel. Oggi i ragazzi vogliono diventare influencer, tik toker o calciatori. In entrambi i casi la mira che ci si pone è più o meno la stessa: essere felici. C’è poi chi si illude di realizzare la felicità con i soldi, chi con la notorietà. In tutti i casi si corre ostinati verso quella meta, riempiendo le giornate di obiettivi, di promesse, di scopi. E quando finalmente si taglia il traguardo….SBAM! Tutta quella felicità sperata non esiste, non c’è, se non racchiusa in un singolo attimo. E allora si ricomincia a correre, si insegue un nuovo scopo ancora e ancora e ancora. E ogni volta sempre lo stesso risultato….SBAM! Accade allora un cambio di prospettiva, un’illuminazione. Si realizza che la felicità non si può raggiungere. La si può solo percorrere. A renderci felici è la serenità incontrata nel cammino, non la vista che ci si prospetta una volta raggiunta la cima. Come dice Hermann, finché si corre dietro alla felicità, non si è pronti per essere felici.
  • Solo quando rinunzi ad ogni cosa, / né più mete conosci né più brami“: rinunciare, che parola difficile al giorno d’oggi. Rinunciare al superfluo, alla scarpa all’ultima moda, alla bibita appena inventata, alla macchina ultimo modello. Rinunciare ad essere primi, rinunciare al farsi vedere dagli altri superiori in tutto, rinunciare al chiacchiericcio, al giudizio. Vivere in semplicità, senza più brame, senza più dimostrazioni di ricchezza o superbia, ecco il segreto per la felicità. Hermann lo dice chiaramente: l’anima si riposa solo quando smette di cercare una meta e si accontenta di ciò che ha. Certe anime lo capiscono presto, altre tardi, altre ancora mai.

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PopPoesia_ Hermann Hesse

Autore: Hermann Hesse

Titolo: Poesie d’amore e altre poesie

Pagine: 368

Casa editrice: Mondadori

Le più belle poesie di Hermann, imperdibili!


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Buona lettura!


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