Lia, polline e Hermann Hesse

PopPoesia_Lia polline Hermann Hesse

In questi giorni pollina un sacco.

Beh, non so se il verbo pollinare esista, non penso, ma l’ho inventato anni fa con degli amici e a me piace.

Insomma, il polline scende giù come neve, accalcandosi agli angoli delle strade, posandosi sulle zanzariere e appiccicandosi sulla biancheria appena stesa, facendo starnutire il 10% della popolazione mondiale.

Quel giorno fu un attimo.

Stavo proprio tirando su le lenzuola appena lavate immersa in un vortice di polline fluttuante nell’aria, sbattendole col battipanni in una scena da film in bianco e nero stile Anna Magnani dei poveri, quando la vidi.

La chiamai Lia.

Mi parve così elegante, così leggera nel suo volteggiare a spirale. Un po’ incerta in certi momenti, come se stesse facendo una fatica immane, un po’ come quando si deve correre a prendere il bus ma le gambe per niente allenate non ce la fanno a sostenere il peso e arrancano a fatica, maledicendo il fatto di essere animali evoluti si, ma pur sempre bipedi.

Eppure Lia era bellissima.

Gialla accesa, con qualche puntino scuro, forse blu, forse verde. Tanto piccola, ma altrettanto magica.

Poi vidi il polline che le vorticava attorno e pensai che per Lia quel volo doveva essere una vera avventura.

Come per noi camminare in mezzo ad una bufera di neve.

Ma nonostante questo continuava dritta per la sua strada, decisa a raggiungere qualche fiore goloso o chissà, pronta a ricongiungersi con il partner per un appuntamento galante sulla terrazza panoramica del pino davanti casa.

Che coraggiosa che sei. Pensai.

Lia aveva passato la maggior parte del tempo della sua vita ad essere presa in giro come brutto bruco, poi si era rinchiusa in un bozzolo umidiccio e una volta rinata doveva pure attraversare una bufera pollinosa per concludere la sua vita dopo poche settimane.

Eppure era bellissima e fiera nel suo mantello, orgogliosa dei suoi sacrifici, convinta dei suoi traguardi.

Lia si appoggiò su uno dei fiori bianchi del pero, sostò lì qualche istante a fare merenda e poi riprese il suo volo, allontanandosi dal giardino, tuffandosi nella tempesta di polline con determinazione.

Il vederla mi trasmise una carica fortissima.

Insomma, noi siamo qui a rimuginare sulle nostre vite, in balia di tempeste quotidiane che spesso ci costruiamo da soli e spesso ci sentiamo troppo deboli (che brutta parola) o inadatti per affrontarle.

Lia volava scanchenica, ma coraggiosa affrontando una vera tempesta, col pericolo di essere beccata da un merlo, agguantata da un gatto o semplicemente spazzata via da un colpo di vento troppo forte.

Nel vederla allontanarsi la ringraziai per avermi ricordato di quanto la vita sia breve e di quanta forza esista in noi: il trucco sta nel tirarla fuori sempre, con coraggio, senza aspettare di entrare in una tempesta per iniziare il nostro volo.

C’è una poesia.

E’ di Hermann Hesse, uno scrittore e poeta che ho sempre adorato per la sua profondità vestita da semplicità.

Si intitola “Farfalla azzurra” e paragona con eleganza il volo di una farfalla, leggero, tremolante e fugace a un attimo di felicità.

Mi piace pensare che nello scriverla anche Herman abbia incrociato una piccola Lia, imparando da lei la speranza, la forza e la serenità.

Che magia la poesia!

Ecco per tutti noi “Farfalla azzurra” di Hermann Hesse da una traduzione di Roberto Fertonani.

Piccola, azzurra aleggia
una farfalla, il vento la agita,
un brivido di madreperla
scintilla, tremola, trapassa.

Così nello sfavillio d’un momento,
così nel fugace alitare,
vidi la felicità farmi un cenno
scintillare, tremolare, trapassare.

Ecco il testo in lingua originale Blauer Schmetterling” di Hermann Hesse.

Flügelt ein kleiner blauer
Falter vom Wind geweht,
Ein perlmutterner Schauer,
Glitzert, flimmert, vergeht.

So mit Augenblicksblinken,
So im Vorüberwehn
Sah ich das Glück mir winken,
Glitzern, flimmern, vergehn.

Hermann Hesse “Farfalla azzurra” – i versi più belli

  • “scintilla, tremola, trapassa. (…) scintillare, tremolare, trapassare.“: in pochi versi Hermann è stato in grado di paragonare la fragilità del volo di una farfalla alla delicatezza di un attimo di felicità. Perché effettivamente la felicità dura un attimo scintilla, tremola e trapassa. Se perdura si trasforma in serenità.

I libri che ti consiglio

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PopPoesia_ Hermann Hesse

Autore: Hermann Hesse

Titolo: Poesie d’amore e altre poesie

Pagine: 368

Casa editrice: Mondadori

Una selezione di poesie di Hermann Hesse con testo tedesco a fronte. Credetemi, sono bellissime!


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Buona lettura!


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